Segui il maestro

leggereIl consiglio generico, oserei dire il consiglio jolly, che si dà sempre agli aspiranti scrittori è l’imperativo: “Leggi!”. E scrivi, naturalmente. Scrivi, scrivi scrivi. Ma devi anche leggere, leggere, leggere. Sì, leggere… ma cosa?

Partiamo da una mia convinzione personale: per uno scrittore lettura e scrittura sono legati a doppio filo ed è impossibile slegarli.

Negli aspiranti scrittori l’amore per la scrittura nasce spesso in concomitanza con l’amore per la lettura. È emulazione, è la scoperta di un mestiere che potrebbe appartenergli, che potrebbero amare.
Capiscono presto che leggere serve ad imparare; forse lo capiscono inconsciamente, ma lo capiscono. Un pittore alle prime armi guarderà molti quadri e tenterà di carpire i segreti delle pennellate precise, dei realistici riflessi sull’acqua e di ogni altro dettaglio ammaliante; un aspirante scrittore vorrà cibarsi di parole. Leggerà, quindi; leggerà di tutto. Passerà dai classici per ragazzi ai gialli, dai thriller agli horror, poi proverà i saggi, le biografie, i romanzi d’amore e molto altro. Negli anni i suoi gusti di lettore prenderanno forma e avrà il suo primo approccio con la pagina bianca. Senza rendersene conto copierà le prime cose che l’hanno colpito, le storie che l’hanno affascinato. Cercherà di riprodurre lo stile dell’ultimo bel libro che ha letto.

Con gli anni le letture si raffineranno e anche la scrittura migliorerà, se questo aspirante scrittore ha il talento necessario. Rileggendo a distanza di tempo i primi libri che ha scritto, specie se ha iniziato da adolescente, l’aspirante scrittore guarderà al se stesso del passato con un sorriso indulgente. Vuole bene a quel ragazzo spettinato e ribelle, lo capisce perfettamente e non da ultimo, lo giustifica. Com’era ingenuo! Che carino! Ma ormai quello scrittore è cresciuto e vuole di più dai suoi libri, e pretende di più anche dalle sue letture. Ora che è grande si chiede: basterà solo crescere ancora per migliorare il mio stile? Sì, fino ad un certo punto, ma non oltre. Oltre quel punto, gli servirà ancora leggere, ma non più libri a caso.

Il lettore-scrittore ha ormai capito cosa gli piace, e di sicuro ha anche capito a quale “collega” vorrebbe somigliare. Nella stragrande maggioranza dei casi, un aspirante scrittore vuole che i suoi libri somiglino a quelli dello scrittore che ama di più, il che è assolutamente normale.
E allora che fare quando si vuole migliorare ancora nella scrittura? Il mio consiglio è semplice: seguire il maestro. Chi va con lo zoppo impara a zoppicare, no? Leggete i libri dello scrittore a cui vorreste somigliare; leggeteli tutti. Una volta fatto questo, rileggeteli. Bevete le parole di quello che reputate il vostro maestro, pensate bene a cosa vi piace di quello scrittore o di quello stile. Imparate a conoscere i suoi pregi ed anche i suoi difetti. Emulate ciò che ha di buono ed evitate ciò che ha di negativo. Se siete capaci di concentrarvi a dovere, quando leggerete i suoi libri, in realtà non starete leggendo, starete studiando.
E poi un giorno, mentre rileggerete un capitolo del vostro libro, è possibile che vi accada di notare una somiglianza di stile tra voi e quell’autore. Somigliare al maestro! Che sensazione impagabile!

Insomma seguite il maestro, potrà solo farvi bene. Studiatelo a fondo, cercate di carpirne i segreti. Ed un giorno, forse, un lettore, in modo spontaneo e senza rendersi conto della gioia che sta per darvi, vi dirà: “Sai che il tuo stile mi ricorda…” beh, riempite voi i puntini: ognuno ha il proprio maestro!

Buone letture e soprattutto, buone riletture!

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– …ma anche i pessimi libri hanno un loro scopo. Leggi L’utilità di un pessimo libro

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