L’utilità di un pessimo libro

4888_AmericanPsycho_1251124626Sulla scia del post Segui il maestro, in cui consiglio agli aspiranti scrittori di leggere, rileggere e “studiare” i propri autori preferiti, oggi ho un secondo consiglio: non abbandonate i pessimi libri. So che leggere deve essere un piacere e che la vita è troppo breve per leggere qualcosa di davvero brutto, ma vi assicuro che serve, e anche tanto.

Forse quando vi trovate a leggere libri semplicemente brutti, non vi sembra che il tempo impiegato si possa rivelare utile, magari in quel caso non lo è davvero, ma quando trovate un libro davvero ma davvero pessimo… beh, in quel caso il discorso è differente. Giudicare un libro come pessimo significa che ha toccato qualcosa, nel lettore. Può essere una grande discordanza di idee tra voi e lo scrittore o il suo messaggio, un eccessivo disprezzo per lo stile, un rifiuto per qualche aspetto della storia o del modo in cui è stata scritta. Queste cose, a parte darvi fastidio, possono anche portare qualcosa di buono, secondo me.

In genere un libro che detestiamo ha in sé tutto ciò a cui non vorremmo somigliare, ed è qui che dobbiamo insistere e finire di leggerlo, per quanto sia odioso, perché potremmo carpire segreti su cosa “non” fare, su cosa “non” scrivere, su quello a cui “non” vogliamo somigliare. Allora segnatevele bene in mente queste cose, perché l’augurio per uno scrittore, in genere, è di riuscire a scrivere il libro che avrebbe sempre voluto leggere.

Negli anni, in libri pessimi ho trovato tanti aspetti da evitare. Li schivo, li ho bene in mente, e se mi capita di non riuscire ad evitarli e quindi rileggerli in qualcosa che scrivo, depenno, depenno e depenno; a volte cestino tutto. Ma quando mi si chiede, rispetto ad un libro come American psycho: “Perché lo leggi, se ti fa tanto schifo?” la mia risposta è semplice: “Posso imparare anche da un cattivo esempio e lo faccio conoscendolo ed evitando di imitarlo”.

E quindi vi auguro buone letture e bei libri, ma spero anche che ogni tanto ve ne capiti uno davvero detestabile, perché possiate avere bene presente anche voi che tipo di libri NON vorreste mai scrivere.

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