La ricompensa dello scrittore

maugham_hat“È una salutare disciplina riflettere sul gran numero di libri che si scrivono, le belle speranze con cui i loro autori li vedono dare alle stampe e il destino che li attende. Quali probabilità ci sono che un libro possa farsi strada in quella moltitudine d’altri libri? E i libri che hanno successo non rappresentano che il successo di una stagione. Dio solo sa le pene che ha sofferto l’autore, quali amare esperienze ha dovuto sopportare e quali emicranie per dare a un lettore casuale un sollievo di qualche ora, o il modo di alleviare il tedio di un viaggio. E a giudicar dalle riviste, molti di questi libri sono scritti bene, con molta cura; la loro composizione ha assorbito molto pensiero; ad alcuni di essi è stata perfino dedicata la fatica di tutta una vita. La morale che ne traggo è che lo scrittore dovrebbe cercare la sua ricompensa nel piacere della sua opera e nello scaricarsi del fardello del suo pensiero; e, indifferente a ogni altra cosa, non curarsi né delle lodi né delle critiche, né del successo né della sconfitta”.

(W. Somerset Maugham) (da: “La luna e sei soldi”)

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Dello stesso autore:

Acque morte (recensione ed estratti)
Acque morte (2) (estratti)
Schiavo d’amore (estratti)
La diva Julia (recensione ed estratti)
Leggere (estratto da Honolulu)

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