Se io…

Perdersi è cosa di tutti e di tutti i giorni; succede quando non sai bene perché ti stai affannando tanto a lavorare, mangiare, vivere un giorno che domani ricomincia simile o uguale; quando sentire raccontare di un’ingiustizia annienta la gioia, quando un sogno ti appare irraggiungibile… e in molti altri istanti della vita “di tutti i giorni”, anche quando la giornata è stata tutto sommato buona o hai vissuto dei momenti felici.

L’equilibrio è il segreto di una vita soddisfacente, ecco perché ci deve essere necessariamente qualcosa di bello o buono a bilanciare quel perdersi. Oggi il mio qualcosa è – come spesso mi accade – un insieme di parole. Ogni cuore ferito ha la sua medicina, ma diversi cuori possono essere curati dalla stessa, quindi leggete con me e chissà che Pessoa non curi anche voi.

Se io…

Se io, ancor che nessuno,
potessi avere sul volto
quel lampo fugace
che quegli alberi hanno,

avrei quella gioia
delle cose al di fuori,
perché la gioia è dell’attimo;
dispare col sole che gela.

Qualunque cosa m’avrebbe meglio
giovato della vita che vivo –
vivere questa vita di estraneo
che da lui, dal sole, mi era venuta!

Viaggiare! Perdere paesi!
Essere altro costantemente,
non avere radici, per l’anima,
da vivere soltanto di vedere!

Neanche a me appartenere!
Andare avanti, andare dietro
l’assenza di avere un fine,
e l’ansia di conseguirlo!

Viaggiare così è viaggio.
Ma lo faccio e non ho di mio
più del sogno del passaggio.
Il resto è solo terra e cielo.

Fernando Pessoa

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