Recensione “Apri gli occhi” (1)

Sulla banalità… dell’esordito (15 NOVEMBRE 2010)

Ci vuole un minuto per notare una persona speciale,
un’ora per apprezzarla, un giorno per volerle bene,
una parola per ferirla…
ma poi tutta una vita per dimenticarla.”

(Charlie Chaplin)

È arrivato in casa mia, chiuso in un una busta color senape foderata di plastica a bolle d’aria (quella che tanto mi diverte scoppiettare fino a renderla inutile).

È arrivato presto.
È arrivato; lo stavo aspettando pur non sapendo ancora di cosa si trattasse. O meglio: di cosa trattasse.

È arrivato ed è arrivato in un momento particolare della mia vita in cui, credo, non avevo bisogno di altro.
È arrivato come libro, è stato sfogliato come un racconto, è stato chiuso come un consiglio che si deve accettare ed è stato pensato come un augurio molto atteso.

Chi segue questo blog sa che che è un luogo molto semplice, dove le riflessioni di una banale ragazza di provincia trovano posto a sedere senza nulla pretendere. Ogni tanto parte qualche pernacchia, altre volte un applauso, altre ancora una domanda.
Soltanto una volta mi son lasciata andare ad un messaggio pubblicitario che potete rileggere qui, ed ora mi appresto a replicare.
Sono stata un po’ premonitrice con il mio “lettore dormiente, Apri Gli Occhi” poichè è proprio di “Apri gli occhi” che vi parlerò, secondo lavoro pubblicato dalla mia ormai amica Chiara Vitetta.

Solo un mezzo sospiro di sollievo da parte mia nell’apprendere che non si trattava di un horror, genere che non apprezzo particolarmente, e poi ho cominciato a sfogliare le pagine tra aspettative, curiosità ed impazienza…
La prima ed unica critica va al personaggio che ha curato la prefazione, nella quale scrive:
“Un barbone e una prostituta sembrano danzare tra la gente, o meglio, le loro anime emergono e fanno luce nella notte nera che puzza d’urina”.
E qui, a mio parere, ci sta un abbondante vaffanculo, anche perché mi trovavo solo alla prima pagina del libro. Chiudo questa triste parentesi affermando che la Notte Nera tiene molto alla propria igiene, in modo quasi maniacale, fa la doccia ogni giorno, passa il filo interdentale ogni sera e si dedica alle abluzioni al mattino e prima di andare a dormire e quando cammina lascia dietro di sé una scia di Samsara di Guerlain. Punto. Torniamo al libro.

Dovrei raccontare qualcosa senza svelare troppo, rincorrere la trama fino al tipico bivio e fermarmi all’improvviso, dovrei aggiungere alla minestra un pizzico di anteprima, dirvi che si tratta di una prelibatezza sullo scaffale delle offerte. Non lo farò, non in modo canonico per lo meno, non posso.
Anche se esiste una trama in cui vi sono inseriti i personaggi, questa viene scaraventata in secondo piano rispetto a quella creata in parallelo, quella che svela il cammino intrapreso dal desiderio sopito di rinascita che, partendo dalla situazione di immobilismo di chi si è arreso, giunge a far luce sul nastro di arrivo di chi ritrova se stesso pagando il prezzo di una vita o forse due, e durante il percorso nulla viene lasciato al caso, niente sarà scontato o accantonato (a parte la figura di Antonio che non si sa che fine faccia), ogni cosa subirà lo schianto con il difficile ma inevitabile atto di Aprire gli Occhi.
Immagino che anche Chiara, l’ autrice del libro, si sia trovata davanti ai suoi bei momenti di cedimento e che abbia imparato quanto essi non conducano a nulla; una lezione, questa, che ha voluto trasferire nero su bianco a favore di chi è ancora in tempo per inseguire i propri sogni.
Miracolo: in tutto questo, la banalità tipica affibbiata al concetto semplice del non arrendersi nonostante tutto svanisce grazie alle capriole aggraziate di situazioni e stati d’ animo che tutti possono sperimentare ma che in pochissimi sono capaci di tradurre nella lingua del costruttivismo, diventando così un traino che con il “già letto/ già visto/ già sentito” ha ben poco a che fare.

Due storie in una, un libro nel libro, l’arte, l’abbandono, la forza di volontà, l’arrendevolezza e la rivalsa, emarginazione sociale, citazioni più o meno famose che vi incuriosiranno, vi attendono racchiuse in una copertina che ha il rosso come colore predominante e che, se posso citare anch’ io, vi apparirà come l’unica nota di colore nel grigio degli scaffali colmi di libri che pur trattando lo stesso argomento lasciano in disparte l’ unica cosa davvero importante: l’anima. L’anima di chi li scrive, di chi li legge e quella di chi ci è dentro.
Una penna davvero delicata quella di Chiara, che affronta con rispetto e lucidità condizioni che spesso siamo portati a credere troppo lontane dal rassicurante torpore delle nostre coscienze appiattite.
Pur non essendo passati lustri dal suo primo lavoro la maturità è tangibile, lo stile è sempre composto e coinvolgente.

Ammetto di aver fatto “il giro largo” ma tentare di spiegare cosa troverete nelle pagine di questo libro equivale a portare alla luce la parte nascosta di ognuno di noi, quella più umana e sensibile, quella più fragile ed allo stesso tempo quella capace di reagire.
Quando il protagonista narrante comincia a domandarsi se l’ amore c’entri qualcosa, automaticamente esprime il bisogno di essere spiato nella sua interiorità. Nessuno sente questo bisogno a meno che non si trovi davanti quello per cui sarebbe disposto anche a morire. Nessuno è pronto ad offrire la sua parte più intima al primo venuto, i propri segreti, le proprie aspirazioni, i propri fallimenti, tutto quello che è nostro diritto tenere per noi. La cosa bella è che spesso, per osservare e renderci conto delle nostre potenzialità abbiamo bisogno di specchiarci in qualcun altro… o in un libro.
Sì, c’è amore in questo scritto ma non c’è melassa, ve lo assicuro: solo la semplice verità dei sentimenti, del coraggio e della forza di volontà.
Non mi sento di aggiungere altro se non il giusto ed inevitabile invito alla lettura.

A proposito,
qualcuno ha già tenuto conto del mio giudizio la volta scorsa ma non so chi sia.
Chiara ha espresso il desiderio di ricevere delle considerazioni in merito alla sua prima pubblicazione, per lei significa molto.
Chiunque tu sia puoi contattarla tramite il suo sito o a questo indirizzo: chiaravitetta1985@gmail.com

Grazie.

(NotteNera)

(vai al suo blog)

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