Il segreto – Finale 2

VII

Daniele si mordicchiava il labbro inferiore e si grattava la testa aspettando con apprensione crescente di vedere cosa avrebbero rivelato le immagini registrate. La telecamera posizionata nel soggiorno gli mostrò suo padre e la ragazzina seduti sul divano uno accanto all’altra intenti a scartare insieme un pacchetto fasciato in carta colorata. Il regalo si rivelò una bambola di pezza con i capelli rosso fuoco e un ampio sorriso disegnato. La bambina sorrise appena, giusto quanto bastava per accenderle per un momento gli occhi tristi. Prese la bambola in mano e se la strinse al petto. Daniele osservò la scena mentre dentro di sé si scatenava la lotta tra la paura di vedere qualcosa di brutto e il sollievo del non averla ancora vista e poter sperare che in effetti quel qualcosa non si sarebbe mai verificato.
Vide suo padre parlare alla ragazzina per molti minuti e lei annuire di tanto in tanto, sempre con la bambola stretta al petto. Non avendo registrato l’audio, Daniele non poteva sentire cosa suo padre stesse dicendo, perciò fece scorrere il nastro a maggiore velocità e attese con ansia di vedere cosa sarebbe accaduto. Per un’ora la scena rimase grossomodo immutata, poi Daniele vide suo padre alzarsi, prendere la bambina per mano e portarla verso la camera da letto. Fermò il nastro, incerto. Aveva la forza di vedere? Il suo cuore batteva a ritmo forsennato. Decise che se fosse rimasto a pensarci anche solo un minuto non avrebbe mai trovato la forza, così prese il nastro della telecamera posta nell’altra stanza, lo inserì e schiacciò play senza pensarci oltre. La bambina stringeva al petto la sua bambola nuova e teneva per mano suo padre, ma sembrava incerta, impaurita e riluttante. Appena entrata in camera da letto tentò di liberarsi e correre via, ma il padre di Daniele la trattenne, si inginocchiò davanti a lei e le tolse piano le manine dal viso, dove la bambina le aveva portate per coprire le lacrime. Le disse qualcosa e lei fece sì col la testa. L’uomo si staccò da lei, andò ad aprire un cassetto e ne tirò fuori una fotografia. La portò alla bambina e gliela mise in mano. Lei sorrise, inaspettatamente, e se la strinse al petto. La bambola era caduta a terra, sostituita da un tesoro più importante.

VII

Il resto della registrazione che mostrava la camera da letto faceva vedere solo i due che uscivano dalla stanza. Daniele reinserì il nastro della telecamera messa in soggiorno e vide che suo padre aveva ripreso a parlare alla bambina mentre indicava di tanto in tanto la fotografia che lei teneva in mano. Poi avevano mangiato insieme un gelato che il padre di Daniele aveva tirato fuori da una busta posta sul tavolino davanti al divano. Qualche minuto dopo erano andati via. Anche se qualche dubbio aleggiava ancora sulla superficie dei suoi pensieri, Daniele si abbandonò al sollievo. Qualche lacrima trattenuta per troppo tempo uscì finalmente dai suoi occhi e un sorriso ebete gli stirò le labbra.

VIII

Daniele scoprì le ragioni degli incontri di suo padre con la ragazzina quella sera stessa. Non avrebbe potuto aspettare oltre.
– Come fai a saperlo? – Chiese subito suo padre, allarmato.
Daniele appoggiò i nastri delle registrazioni sul tavolino tra lui e suo padre.
– Mamma pensava che avessi un’altra donna. Ti ho seguito per scoprire se aveva ragione. –
– Seguito? – Chiese, scioccato. – Mi dispiace Daniele… aspettavo il momento giusto per dire tutto. –
– Papà, che cosa nascondi? –
Si strinse nelle spalle, abbassò lo sguardo e arrossì. Daniele non l’aveva mai visto tanto in imbarazzo. Rimase in silenzio, un silenzio che suo padre riempì un attimo dopo. Daniele rimase ad ascoltare in silenzio.
– Ho una figlia di cui non sapevo niente, avuta da una donna con cui ho avuto una relazione… Non sapevo come l’avrebbe presa la mamma: non le ho mai detto di averla tradita. È stato un unico episodio, te lo giuro. –
Daniele sospirò, dispiaciuto.
– Questo da te non me lo aspettavo. –
Ci fu un silenzio imbarazzato e lungo, poi Daniele riprese a parlare:
– Raccontami il resto… –
– Ilenia, la madre della bambina, mi ha contattato qualche mese perché aveva bisogno di soldi. Ho cercato di instaurare un rapporto con lei sperando che mi concedesse di farle da padre, di seguire la sua vita… Poi ho scoperto una cosa orribile… –
– Cosa? –
– Sua madre la vende… –
Daniele sbiancò. – Cosa fa??? – Chiese, incapace di credere ad una cosa così orribile.
– Credo che abbia avuto una vita difficile e che abbia ritenuto la bambina la sua unica fonte di reddito. L’avrei ammazzata quando l’ho saputo. Non so come si possa fare una cosa simile. Venderei me stesso pur di non vendere mio figlio. –
S’interruppe un momento, e lasciò vagare lo sguardo nel vuoto. Poi continuò:
– Sto facendo di tutto per portargliela via, per tenerla con me, ma non l’ho ancora convinta e aspettavo il momento giusto per dirlo a te e alla mamma. –
– Ma papà, avremmo potuto aiutarti! Quella bambina ha bisogno di noi! –
Daniele non pensava al tradimento di suo padre, non ci riusciva, Davanti a certi orrori ogni cosa passa in secondo piano.
– Hai ragione… Ho sbagliato. –
Daniele realizzò solo in quel momento che aveva una sorella e che anche lui avrebbe voluto avere una parte nella sua vita. Poi ricordò un episodio:
– Papà, io un giorno ti ho visto sulla porta di quella casa… ti abbottonavi la camicia… – Pronunciò quelle parole in fretta, come unendole l’una all’altra. Quasi si vergognava di averle dette.
– Oh… mi ero sporcato. Le porto sempre il gelato e un piccolo regalo quando la incontro. Mi era caduto il gelato sulla camicia, e ne avevo una di ricambio nell’armadio di casa. Mentre abbottonavo quella pulita la madre di Cinzia ha suonato il campanello e sono corso ad aprire. – Sembrava disorientato. – Chissà cosa hai pensato di me… – Aggiunse un attimo dopo, amareggiato.
Daniele non poté dire che non aveva avuto cattivi pensieri, ma non si concentrò su quella triste verità di sfiducia, pensò invece a sua sorella, Cinzia. Il nome gli piaceva, i suoi occhi tristi molto meno. Avrebbe voluto vederla felice, serena, farle dimenticare le brutture che la madre l’aveva costretta a subire. Quella bambina era sua sorella, e non avrebbe dovuto avere quegli occhi.
– Papà, devo chiederti un’altra cosa… La fotografia che le hai mostrato…? –
Sorrise. – Ilenia me l’ha mandata quattro mesi fa, quando mi ha chiesto i soldi e mi ha detto dell’esistenza di Cinzia. È una foto della bambina da piccola. Gliel’ho mostrata per farle capire che le voglio bene, che penso a lei… Spero sia servito. –
Daniele ripensò a come Cinzia aveva stretto al suo piccolo petto quella fotografia. – Sono sicuro di sì… –
Poi aggiunse: – Voglio conoscerla. –
Suo padre sorrise. – La porterò qui e tu e la mamma potrete conoscerla. È una bambina molto dolce, vi piacerà. –
– Ne sono sicuro. Vedrai che risolveremo tutto, papà. Ti aiuteremo a portarla via alla madre e starà con noi. – Rispose Daniele, ricambiando il sorriso e abbracciando di slancio suo padre. Non l’aveva mai fatto, e sentì l’imbarazzo di entrambi come qualcosa di palpabile. Non si staccò però, perché oltre all’imbarazzo sentì l’affetto fluirgli nel cuore e l’ansia dei giorni passati scivolare via. Poi capì che doveva delle scuse a suo padre.
– Perdonami papà… ho pensato davvero male di te! –
– Non fa niente Daniele, non fa niente… –
Entrambi capirono in quell’istante che la fiducia mancata di Daniele in suo padre significava che erano stati troppo lontani. Dentro se stessi, nel loro intimo e ognuno indipendentemente dall’altro, si promisero di avvicinarsi di più.
Non sempre i segreti allontanano, a volte riescono anche ad unire.

(Chiara Vitetta)

2 Responses to Il segreto – Finale 2

  1. roberta says:

    Purtroppo, contrariamente alla mia natura romantica, devo ammettere che il finale triste è assolutamente fantastico, sia dal punto di vista stilistico (complimenti!) sia rispetto alle scelte lessicali. E’ molto scorrevole e avvincente!
    Chiara non devi abbandonare i finali tragici, perché, a quanto pare, ti riescono davvero bene! Io ho il problema opposto. Che vuoi farci, non dipende da noi, ma dal demone buono che aleggia sulla nostra testa!
    Un bacio!

  2. Ciao Roberta,
    nonostante l’esperimento sia stato interessante, non abbandonerò il mio “istinto” e continuerò a scrivere il finale che ho in testa, non preoccuparti! 😉
    Penso che non sia necessariamente bello il finale negativo o quello positivo, ma che ognuno debba seguire la sua inclinazione naturale.

    Grazie dei complimenti!!!:-D

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