L’oblio della ragione

“L’oblio della ragione – Racconti di inevitabile follia” edito da Edizioni del Poggio nel 2008 è stata la prima pubblicazione di Chiara Vitetta. Il libro conteneva due racconti, “Giustizia” e “Blackout”.
Ne sono state vendute 1000 copie in due anni.
Nel giugno 2011 Chiara Vitetta ha cambiato editore, ripubblicando “L’oblio della ragione” in una versione rivista ed ampliata, contenente un racconto in più, “Non guardarmi”.

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20 Responses to L’oblio della ragione

  1. Jair says:

    Ciao a tutti!
    Ho letto il libro in questione e devo dire che mi è piaciuto moltissimo.
    A mio parere, non bisogna assolutamente lasciarsi andare alla conclusione, prematura, che il libro sia solo una mini-raccolta di racconti. Sarebbe un grosso errore perchè le due storie hanno come filo conduttore (e che filo conduttore!) la fragilità umana che non si sa dove può sfociare.

    La fragilità dell’uomo che viene scossa da eventi inattesi, la paura e le angosce… Tutto questo l’ho trovato scritto e raccontato benissimo, come se fosse una storia sola, sebbene con trame e personaggi diversi.

    Giustizia è un racconto in apparenza semplice semplice, senza una trama particolare o ricercata. Ma poi ti sorprende perchè ti porta a pensare e a cercare di intuire in anticipo cosa farà il protagonista e cosa ha fatto veramente. Ma è una ricerca vana, perchè il finale è del tutto inatteso e sorprendente e questo è un punto a favore.

    Il secondo racconto, decisamente dai toni più macabri, ha come punto di forza la “calma piatta” che si respira in ogni pagina… E’ una situazione calma e apparentemente statica che però fa capire al lettore che qualcosa di terribile sta per avvenire. E allora, dove l’azione non può condurti alla tensione, ci pensa proprio quella calma piatta a farti immaginare fino a che punto si scateneranno gli eventi orribili e dove porteranno la storia…

    La cosa più bella di Blackout è che non sono solo le vicende raccapriccianti a creare suspense e tensione, ma soprattutto la psicologia dei personaggi, magistralmente descritti. Entrare nella loro testa è impossibile e non riesci a capire, almeno finchè non finisci di leggerlo, dove li porteranno le loro azioni.
    E’ una storia inquietante che lascia spazio a molti finali possibili e che allo stesso tempo illustra elementi reali della vita di ogni giorno. Perchè proprio come nel primo racconto, è la fragilità umana, insieme all’instabilità emotiva a fare da filo conduttore e da traino alla storia.

    Due racconti diversi quindi, ma in un certo senso un’unica grande rappresentazione della parte più brutta e inquietante dell’animo umano: la follia.
    Una follia che non è mostrata facendo fare cose orribili ai personaggi, perchè l’autrice non scrive così. E’ una follia che è descritta dalle sue origini e che, nell’ottica e nella mente dei personaggi, ha una sua logica e persino una giustificazione plausibile, anche quando porta all’impensabile.

    Se vi piacciono i racconti horror, compratelo, vi divertirete.
    Se apprezzate le storie a sfondo psicologico e che analizzano gli aspetti cupi della psiche umana, acquistatelo, ne vale la pena.
    Se invece cercate un libro che vi faccia riflettere su temi reali e su come a volte l’animo e la mente umana subiscono le situazioni della società odierna autodistruggendosi, compratelo assolutamente.
    Perchè quando chiuderete il libro dopo la parola FINE, continuerete a riflettere.

    Complimenti a Chiara!!!

  2. Chiara says:

    Ciao Jair, e grazie! I bei commenti dei lettori ripagano delle fatiche fatte per pubblicare il libro. 🙂

    Eccovi invece il commento di Artemisia, che ha sbagliato lasciandolo in “Parlano di me”, ma l’ha lasciato, e di questo la ringrazio. E grazie anche per le belle parole.

    “Ciao Chiara
    ho letto quello che hai scritto, ed in tutta franchezza voglio farti i complementi per la cosa che più mi ha colpito, la chiarezza, il narrare dettagliatamente quanto accade, le sensazioni, si sentono quasi i rumori, si i rumori del traffico ed addirittura riesci a farci sentire presenti, si presenti sulla scena, quasi a viverla. Chiara tu non stai scrivendo un libro, tu stai proiettando un film, ed io lo guardo ……………. in attesa della fine. Cosa altro dire? Tutto quanto si possa aggiungere può risultare superfluo, insomma Chiara finisci i tuoi scritti e poi ………… mandami gli estremi del tuo capolavore che andrò sicuramente a comperare, e
    poi ………… stanne certa mi gusterò il tuo film, non stando semplicemente in prima fila, ma mmedesimandomi nella parte, insomma lo vivrò quasi da protagonista.
    Ancora complimenti Chiara, continua così!
    Clap Clap Clap (ossia applausi)

    Ciao Artemisia”

  3. Daniele says:

    Brava, allora hai messo delle pagine 🙂

    E sembrano interessanti tutti e due 🙂

    Dai un’occhiata a Giustizia, mi sa che l’esportazione in pdf non è riuscita bene, alcune delle ultime parole hanno saltato la lettere “l”.

  4. Alfredo says:

    Questo libro è la storia per me di una sorpresa. Perché aveva tanto per non piacermi. Se lo avessi considerato ad una prima vista e a una considerazione sommaria o se qualcuno mi avesse fuggevolmente accennato la trama. Non sono esattamente un amante di quel magma inter-genere che abbraccia il noir, il thriller ad alta tensione con scientifiche e serial killer, il poliziesco.. gli esperti di vario genere, le supersquadre, gli indizi. Poi ti accorgi che il libro di Chiara va molto al di là di tutto ciò. Eppure, il fatto che mi abbia convinto un libro che per mille aspetti parte da angolazioni e prospettive che non prediligo per me è un indice potente di valore di quest’opera. E’ sempre più facile “convincerti” quando ci si muove nel solco dei tuoi gusti e delle tue fonti di fascinazione. Quando sei “preso” da ciò che solca altre frontiere, vuol dire che ciò che leggi ha avuto tale e tanta qualità da prenderti e portarti oltre le tue idiosincrasie e i tuoi pregiudizi. In un certo senso, quando ciò accade sei un pò più libero. Un pò meno legato ai tuoi schemi e ai tuoi gusti, un pò più aperto. E anche questo è uno dei meriti di questa lettura.
    Ma è qualcosa di ancora più profondo. Non condivido a un livello “ideale” anche una certa visione della vita e delle persone che sembra emergere nell’atmosfera dell’opera; specie nel secondo racconto. Una sorta di fatalismo, di pre-destinazione degli esseri umani, di incapacità di cambiare; la mancanza di ogni momento di riscatto, anche solo della possibilità di un riscatto. Se, nonostante ciò, l’opera mi ha “preso”, vuol dire che, ai miei occhi, davvero merita.
    Un pò come vedi una ragazza che sembra lontanissima dal tuo “tipo”,e dopo un’ora che ci parli, le chiedi il numero..:-)
    La scrittura di Chiara una parola richiama immediatamente alla mia mente.. CINEMA.. E’ UNA SCRITTURA EMINENTEMENTE CINEMATOGRAFICA. Tu non è che leggi e pensi. TU VEDI! Vedi le scene, vedi i volti, vedi le azioni, vedi persino i pensieri. Lei ti fa vedere con le sue parole ciò che accade. Padroneggia uno stile “visivo” che ti porta diritto e difilato nella storia. Questa è una delle cifre portanti del suo modo di scrivere, a mio parere.
    L’altra cifra cardinale è l’essere la sua una scrittura molto “mentale”. Ma non nel senso che scrive con la ragione e non col cuore, ma nel senso che rende meravigliosamente il turbinio interiore che agita i suoi personaggi. Le angosce, le illusioni, le fobie, i drammi, le intuizioni, le scarrellate irrefrenabili e a volte casuali dei pensieri prendono vita, dipinte come in un quadro impressionista. E francamente dico, alla luce di altre opere lette, che non è affatto facile rappresentare i sommovimenti interiori, che è davvero arduo per uno scrittore entrare nella psiche e nei processi mentali. In più ci sono le pennellate d’epoca, ossia il rendere “certi” andazzi di pensieri. Sembra che i personaggi più che pensare, siano pensati, succubi, quasi totalmente in balia delle loro “onde” mentali. Mark nelle prime pagine del secondo libro né è una rappresentazione emblematica. Mentre guida (in auto) è guidato dalla mente. Mentre i pensieri lo “perdono”, in una confusione inarrestabile noi subito comprendiamo, già dalle prime righe.. che è lui stesso ad andare alla deriva. Che è sempre andato alla deriva. E che, in un modo che ancora ci è ignoto, il prosieguo del racconto, sarà un andare alla deriva con modalità sempre più vorticose.
    Um’altra cosa che mi ha colpito, e che ho riscontrato nel primo racconto, è la capacità di Chiara di “rapidamente” il tono emotivo, il pathos soggiacente alla storia passando dalla manifestazione più squisita e splendida della delicatezza del cuore e della gioia che vuole darsi nell’amore al più totale capovolgimento, alla profanazione dell’anima e del corpo in atti
    bestiali che uccidono l’anima, oltre a degradare il corpo. In questo caso la figura di Sophie è una creazione splendida, vitale, vivissima, drammatica, fino a raggiungere aneliti tragici. Io la considero la migliore creazione di tutto il libro. Così come, pur avendo apprezzato e avendo goduto di entrambi i racconti, il mio preferito resta il primo, Giustizia.
    E nella vicenda di Sophie il racconto giunge, nelle battute più drammatiche, ad un vero “salto quantico”; cessando di essere solo una vicenda “concreta” di una persona “concreta” per diventare uno dei moniti più impressionanti e drammatici che io abbia mai letto contro lo stupro e la profanazione delle donne.
    Potrei continuare, ma già mi sarò attirato maledizioni eterne con questa recensione Monster.. 🙂 Chiedo venia a tutti voi Signori della Corte.
    Io non amo apprezzare senza merito. Se non mi fosse piaciuto non avrei avuto remore. Si cresce pure con le critiche e con le “bastonate”.
    E’ un libro notevole. Un libro che merita davvero di essere letto..

  5. Chiara says:

    Grazi Alfredo,
    un lettore soddisfatto ripaga gli sforzi e le porte sbattute in faccia e mi rende molto felice. 🙂

  6. Pingback: “L’oblio della ragione”, di Chiara Vitetta - Born Again

  7. Angela says:

    Ciao Chiara,
    ci siamo viste ieri al Pisa Book Festival e distrattamente ho comprato il tuo libro…per regalarlo al mio ragazzo (ti ho detto)..perchè non è il mio genere…perchè comprare da una emergente è rischioso ma il tuo amico allo stand è stato convincente…perchè mi piaceva la copertina..(ed ora mi piace ancora di più)
    Insomma l’ho divorato nella notte…e davvero non è il mio genere..ma è stata una lettura piacevole, accattivante, scorrevole, evocativa..non sono brava come te a scrivere..
    Volevo farti i complimenti e dirti grazie della bella serata passata e di aver creduto in te..
    Una nuova sostenitrice..passerò spesso dal sito in modo da avere il piacere di nuove scoperte

    Angela

    PS Black-out sarebbe eccezionale anche come fumetto (sono una nostalgica dylaniata)..sei riuscita ad evocare con le parole tante di quelle sensazioni ed emozioni perdute che ho immaginato i personaggi, i luoghi, i colori (meglio le scale di grigio) che starebbero benissimo anche sulle tavole disegnate da un bravo fumettista.

  8. Ciao Angela,
    e grazie di nuovo! 🙂 Mi piace avere direttamente a che fare con i lettori, e spero sempre di ripagare con il mio libro la fiducia che mi hanno dato comprandolo. Sapere che non ti sei pentita dell’acquisto nonostante il genere non sia il tuo, mi rende molto felice.
    Sarà anche merito tuo se un giorno riuscirò a vivere di questo meraviglioso mestiere.
    Sarà un piacere per me averti come visitatrice su questo sito, e anzi, se non hai già avuto modo di vederle, ti segnalo alcune mie poesie qui: http://www.chiaravitetta.it/le-mie-poesie/
    e un racconto breve (che presto avrà compagnia) qui:
    http://www.chiaravitetta.it/i-miei-racconti/
    Un saluto al tuo ragazzo! 🙂 Aspetto anche un suo parere, se gli andrà di fare un salto qui.

    Per Blackout come fumetto… sarebbe davvero bello! Chissà, un giorno! 😉

  9. Pingback: E io pago… « Chiara Vitetta

  10. mariacristina Speltoni says:

    carissima Chiara, scusa se non ti ho scritto prima, ma ho dovuto assistere mia suocera. Ho letto il tuo libro e devo dire che…..ebbene sì, hai la stoffa della scrittrice! Complimenti vivissimi! Mi è piaciuto molto, la tua passione nel raccontare i fatti mi ha davvero coinvolto! Un grosso bacione e a risentirci presto!
    Mariacristina Speltoni

  11. Ciao Mariacristina,
    grazie!!! 🙂 Sono contentissima che il libro ti sia piaciuto. Leggerò “Le avventure di Lilly” prima della fiera di Roma, dove so che sarai presente. Avremo modo di chiacchierare! 🙂

  12. Pingback: Pisa Book Festival « Chiara Vitetta

  13. Lola J.Swift says:

    Ciao Chiara!
    Sono Sara, ci siamo conosciute alla Fiera della Piccola e Media Editoria a Roma, dove ho avuto l’opportunità di chiacchierare a lungo con te e acquistare il tuo libro. Sfortunatamente tra università e lavoro sono riuscita a leggerlo solo durante il viaggio di “rimpatrio”…L’ho sbranato in due ore, dettaglio che sicuramente ti lascerà un sorriso. Io invece sono rimasta con l’amaro in bocca in quanto il viaggio è durato 6 ore!
    Mi è piaciuto particolarmente il primo racconto, anche se in alcuni momenti avrei preferito chiudere gli occhi perchè molte scene sono davvero toccanti. Ora il libro è nelle fauci di mia madre e sono certa che anche lei lo apprezzerà molto.
    Complimenti davvero e buona fortuna per tutto 🙂
    Un abbraccio e buone feste,
    Sara

  14. Ciao Sara,
    è bellissimo sapere che hai divorato il mio libro e ti è piaciuto tanto. Spero mi farai sapere anche cosa ne penserà tua madre!:-)
    Torna a trovarmi quando vuoi!!!

  15. Agnese says:

    Cara Chiara,mi dispiace scriverti solo ora ma in questo periodo sono stata molto impegnata,su vari fronti.Sono riuscita però a leggere il tuo primo racconto.
    L’ho letto tutto di un fiato,sia per l’atmosfera avvincente della trama criminale,sia per la fluidità che permea la trama stessa.
    L’ho trovato un racconto a tutto tondo,vi ho trovato l’amore,la passione,la tenerezza ,ma anche pulsioni apparentemente meno “comuni”come la perversione,l’esasperato spirito di venedetta,il suicidio …e dico apparentemente perchè sono stata indotta a pensare,anche se in maniera subliminale,infatti la coscienza nn mi permette di accettare questi lati negativi dell’essere, come tutti in particolari condizioni possiamo essere preda di queste pulsioni ed essere dei potenziali assassini.
    Ti scriverò dopo aver terminato il libro.In un certo senso mi fa piacere allungare i tempi di lettura ,così rimane più vivo il filo che mi lega a te.
    Agnese

  16. Ciao Agnese,
    sono molto contenta che “Giustizia” ti sia piaciuto! 🙂
    Certamente è difficile accettare l’esistenza di certe pulsioni, ed è stato molto difficile, per me, scrivere tutta la parte in cui Matt racconta la sua storia… mi auguro che ti piaccia ancora di più “Blackout” e che anche a lettura finita troverai il tempo per scrivermi, ogni tanto! 🙂
    a presto!!!

  17. alessia says:

    Ciao Chiara e complimenti per la tua vittoria e per il blog! Sono una “collega in cerca di editore” e dopo aver letto i tuoi post mi sono andata a guardare il sito della casa editrice che ti ha pubblicato e che afferma di chiedere non il contributo, ma l’acquisto di un modesto – ma non specificato – numero di copie da parte dell’autore. Non è anche questa una forma di richiesta di compenso? Se così non fosse avrei perso la possibilità di pubblicare il mio primo romanzo almeno due o tre volte! Ma a conti fatti per me non è solo una questione di termini, ma di contenuto: sono con te che NON si deve pagare, neppure per l’acquisto delle copie. Cosa ne pensi? Come è stata la tua esperienza?
    ciao
    Alessia

  18. Ciao Alessia,
    è vero: purtroppo la Edizioni del Poggio in linea di massima chiede l’acquisto di copie, ma nel mio caso non ha voluto neanche un centesimo.
    Penso anch’io che l’acquisto di copie sia pagare, e che non sia giusto. Non si deve pagare, punto e basta. La nostra parte è l’opera, quella dell’editore è l’investimento economico. Per recuperare quei soldi, poi, venderà i libri. Dovrebbe funzionare così!

    Grazie dei complimenti, e se posso esserti utile per rispondere a qualche domanda, segnalarti qualche editore o per qualunque altra cosa, non esitare a scrivermi, anche in privato, qui:
    chiaravitetta1985@gmail.com

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