Rileggere

foto123Rileggere

Quando avevo quindici anni e frequentavo il secondo superiore, la mia insegnante preferita di sempre, la professoressa di italiano, mi diceva spesso di amare la rilettura. Mi raccontava, consigliandomi di rileggere libri a distanza di anni, di trovare interessante e gradevole il differente approccio al libro, cambiato dopo anni di vita vissuta, ulteriori letture ed esperienze varie.

Confesso che il discorso non mi entusiasmava: di sicuro i quindici anni non sono esattamente quelli dei libri da rileggere.
In Italia, dove purtroppo non si legge molto, i rari giovani lettori spesso iniziano ad avvicinarsi ai libri proprio nell’adolescenza e in genere le riletture arrivano dopo molti anni, quando, almeno secondo il mio parere, si raggiunge una certa maturità (e non solo in quanto lettori) e nasce la voglia di capire chi eravamo, forse per arrivare a capire meglio chi siamo attualmente.

Si dice che un uomo senza passato non sia nulla, poiché quello che siamo è il prodotto dei minuti, delle ore, degli anni vissuti e di tutto ciò che abbiamo visto, toccato, odorato e sentito. Io ci credo, e penso che la lettura ci aiuti molto a capire chi siamo, ma anche chi siamo stati in passato; ecco perché a ventinove anni credo di aver finalmente capito a tutto tondo quell’amore per la rilettura della mia vecchia insegnante di lettere.

Ho iniziato a rileggere qualche anno fa, ma ultimamente ho aumentato la quantità di riletture annuali, tanto che nel 2014, su 82 libri letti, ben il 14% era costituito proprio da riletture.

Cosa succede allora quando rileggiamo? Molte cose. Possiamo scoprire di non riconoscerci nell’adolescente che amava “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”, oppure no; potremmo pensare a quanto sia infantile o adolescenziale e quindi noioso per noi entrati ormai nel mondo degli adulti; potremmo aver affinato anche i nostri gusti in quanto a scrittura, e non apprezzare più solo il contenuto o i personaggi e trovare troppo semplice o troppo banale il modo di esprimersi di uno scrittore che nell’adolescenza o nella prima età adulta credevamo pressoché un genio. Quando i libri che rileggiamo ci erano semplicemente piaciuti, capita questo ed altro, a volte in positivo, a volte in negativo; ma quando rileggiamo i libri che ci hanno formati, quelli che a distanza di anni ricordiamo non con semplice piacere ma con smisurato amore, allora il discorso diventa più interessante.

Proprio in questi giorni sto rileggendo un libro che ho apprezzato tanto, eppure per la prima volta non riesco proprio a capire cosa abbia tanto amato la Chiara di sedici anni, quando ha letto questo volume. Cosa ho dimenticato, di quella che ero in quel momento della mia vita? Cosa mi ha colpito in quel libro, tanto da ricordarlo con immenso amore anche a tredici anni di distanza? Questi quesiti, che di certo verranno difficilmente sciolti, penso possano aiutare molto a conoscere meglio se stessi; aspetto affascinante e importantissimo appartenente all’universo della lettura. Ecco perché, a prescindere da quale risposta riusciamo a trovare, la lettura rimane, nel mio mondo, non solo una passione enorme e uno svago stupendo, ma anche un importantissimo specchio interno dentro cui osservare i se stessi di oggi e di ieri.

Quando posso, appena sveglia, mi concedo un piccolo lusso: una colazione al bar in compagnia di un libro. Mi immagino dall’esterno, immersa nella lettura, in mezzo alla gente ma distante, e quando vedo qualcun altro leggere tra la folla, che sia in un bar o nella metro o altrove, sento il fascino di sapere con certezza che quella persona è lontana, ma non in metri, in vite. Quella persona è immersa dentro se stessa o dentro una storia lontana; è a un passo da noi ma al contempo è a distanze siderali, in un luogo solo suo, perché ogni individuo coglie da una storia cose diverse e nessuna lettura sarà per due persone mai la stessa lettura anche se il libro fosse il medesimo.

E allora mi vedo quasi, seduta al sole al tavolino di un bar, immersa nel mio libro, perfettamente a posto nel mondo, perché ho iniziato la giornata nella dimensione giusta: quella che ho dentro.

Leggere è un’esperienza così profonda da non poter mai essere giudicata altro che magnifica.

Buona lettura a tutti!

Posted in Mestiere esordiente | Tagged , , , , , | Leave a comment

La ricompensa dello scrittore

maugham_hat“È una salutare disciplina riflettere sul gran numero di libri che si scrivono, le belle speranze con cui i loro autori li vedono dare alle stampe e il destino che li attende. Quali probabilità ci sono che un libro possa farsi strada in quella moltitudine d’altri libri? E i libri che hanno successo non rappresentano che il successo di una stagione. Dio solo sa le pene che ha sofferto l’autore, quali amare esperienze ha dovuto sopportare e quali emicranie per dare a un lettore casuale un sollievo di qualche ora, o il modo di alleviare il tedio di un viaggio. E a giudicar dalle riviste, molti di questi libri sono scritti bene, con molta cura; la loro composizione ha assorbito molto pensiero; ad alcuni di essi è stata perfino dedicata la fatica di tutta una vita. La morale che ne traggo è che lo scrittore dovrebbe cercare la sua ricompensa nel piacere della sua opera e nello scaricarsi del fardello del suo pensiero; e, indifferente a ogni altra cosa, non curarsi né delle lodi né delle critiche, né del successo né della sconfitta”.

(W. Somerset Maugham) (da: “La luna e sei soldi”)

__________________________________________

Dello stesso autore:

Acque morte (recensione ed estratti)
Acque morte (2) (estratti)
Schiavo d’amore (estratti)
La diva Julia (recensione ed estratti)
Leggere (estratto da Honolulu)

Posted in Estratti e citazioni | Tagged , , , , , , | Leave a comment

Statistiche sulle letture del 2014

Libri gratisBuongiorno visitatori,
bentornati su questo blog. Il primo post dell’anno è, come da tradizione, quello sulle statistiche delle mie letture annuali. Questo è il sesto post del genere e vi offrirà, come sempre, uno sguardo aperto sulle mie letture con la solita opportunità, casomai foste esageratamente curiosi, di chiedere ulteriori statistiche.

Nel 2014 ho letto 82 libri, il che mi dice, dati i sei anni di dati, che i miei ritmi di lettura oscillano tra gli 80 e i 112 libri annuali. L’anno record è stato il 2012, con appunto 112 libri letti e il peggiore il 2013, con 80 letture. La media di libri letti al mese quest’anno è di 7.

Nel 2014 ho letto un totale di 23804 pagine, cioè una media di 1984 pagine al mese e 65 pagine al giorno.

I dati sulla nazionalità degli autori rivelano una certezza: i primi due posti sono sempre occupati da Italia e Stati Uniti. A volte primeggia uno, a volte l’altro. Anche la Gran Bretagna ha una buona posizione, ma non tutti gli anni. Gli altri paesi costituiscono sempre percentuali marginali.

Nazionalità autori:

Italia: 35%
Stati Uniti: 30%
Gran Bretagna: 23%
Francia: 4%
Russia: 2%
Marocco: 2%
Ucraina: 2%
Portogallo: 1%
Danimarca: 1%

Per quanto riguarda il genere, un dato è assolutamente lampante: i romanzi predominano con percentuali che vanno dal 56% del 2010 all’impressionante 81% del 2013. Le raccolte di racconti restano la seconda scelta, con percentuali che si aggirano intorno al 15%.

Genere:

Romanzi: 73%
Raccolte di racconti: 21%
Biografie: 4%
Poesie: 1%
Saggi: 1%

Il gradimento rivela un dato decisamente prevedibile: la percentuale maggiore se la aggiudicano i libri né belli né brutti, tutti quei libri che non dicono nulla o non sono né carne né pesce.

Altro dato che non mi stupisce: i libri “bellissimi”, quelli da cinque stelle, sono sempre più difficili da trovare, complici anche i gusti che si affinano, suppongo.

Gradimento:

***** Bellissimi 1%
**** Belli 24%
*** Così così 53%
** Brutti 16%
* Pessimi 6%

Gli autori letti sono 59, 11 in più rispetto allo scorso anno. Di questi 59, 14 li conoscevo già; i restanti 45 sono tutti autori che non avevo mai letto. Di questi 45, 13 non li leggerò mai più (una volta è bastata).

Sul totale, le riletture di quest’anno costituiscono il 14%.

I libri “dimenticati”, cioè quelli di cui pur leggendo il titolo e l’autore nella mia lista, non ricordo praticamente nulla, sono il 15%, l’8% in meno rispetto al 2013.

Per concludere, una lista dei più bei libri letti nel 2014, quelli che hanno lasciato un segno, insomma.

N.B. Le riletture sono contrassegnate da una R che precede il numero di stelle assegnate

L’ombra dello scorpione (Stephen King) R *****
Doctor Sleep (Stephen King) ****
Rose Madder (Stephen King) R ****
L’incendiaria (Stephen King) R ****
L’urlo del colibrì (Ruth Rendell) ****
Il pugnale di vetro (Ruth Rendell) ****
Ad occhi chiusi (Gianrico Carofiglio) ****
Non esiste saggezza (Gianrico Carofiglio) ****
Storie impreviste (Roald Dahl) ****
La luna e sei soldi (W. Somerset Maugham) ****
Sotto i venti di Nettuno (Fred Vargas) ****
L’uomo duplicato (José Saramago) ****
La signora delle Camelie (Alexandre Dumas figlio) R ****
La carta più alta (Marco Malvaldi) ****
Come un fiore ribelle (Jamie Ford) ****
Storie macabre (Gaston Leroux) ****
Delitto e castigo (Fedor Dostoevskij) ****
Invisible monster (Chuck Palahniuk) ****
Non buttiamoci giù (Nick Hornby) ***
Farenheit 451 (Ray Bradbury) R ***

Un grazie va ad Helmut per avermi regalato “Non esiste saggezza” e ben due grazie a Pietro per avermi consigliato “Sotto i venti di Nettuno” e “L’uomo duplicato”.

Buone letture a tutti!

________________________________________

Leggi le statistiche del 2015
Leggi le statistiche del 2013
Leggi le statistiche del 2012
Leggi le statistiche del 2011
Leggi le statistiche del 2010
Leggi le statistiche del 2009

Posted in Comunicazioni ed eventi | Tagged , , , , | Leave a comment

Leggere

honolulu“C’è chi legge per istruirsi, ed è cosa encomiabile, e chi per diletto, ed è cosa innocua; ma altri, e non sono pochi, leggono perché non possono farne a meno, e direi che ciò non è né innocuo né encomiabile. Io faccio parte di questa deplorevole categoria. Dopo un po’ le conversazioni mi annoiano, le partite mi stancano, e i pensieri, spesso decantati come l’inesauribile risorsa della persona assennata, tendono a inaridirsi. Allora mi lancio sui libri come l’oppiomane sulla pipa. Preferirei leggere il catalogo degli spacci dell’esercito e l’orario delle ferrovie piuttosto che niente del tutto, e di fatto ho trascorso non poche ore piacevoli a leggere proprio quelli. Per un certo periodo non sono uscito di casa senza una guida delle librerie di seconda mano. Non conosco lettura più succosa. Leggere in questo modo non è certo meno biasimevole del consumo di stupefacenti, e non finirà mai di meravigliarmi la faccia tosta di quei lettori assidui che, solo per il fatto di essere tali, guardano gli illetterati dall’alto in basso. Dal punto di vista di quale eternità aver letto mille libri è meglio di aver arato un milione di solchi? Suvvia, ammettiamolo, per noi leggere è soltanto una droga: chi, in questa cricca, non conosce l’inquietudine che ci assale se siamo stati troppo a lungo senza leggere, l’ansia e l’irritabilità, e il sospiro di sollievo alla vista di una pagina stampata? Perciò evitiamo di essere più boriosi di quei poveracci che sono schiavi della siringa o della bottiglia”.

(W. Somerset Maugham)
(dal racconto La sacca dei libri, contenuto nella raccolta Honolulu)

Dello stesso autore:

Acque morte (recensione ed estratti)
Acque morte (2) (estratti)
Schiavo d’amore (estratti)
La diva Julia (recensione ed estratti)
La ricompensa dello scrittore (estratto da La luna e sei soldi)

Posted in Estratti e citazioni | Tagged , , , , , , , | Leave a comment

L’utilità di un pessimo libro

4888_AmericanPsycho_1251124626Sulla scia del post Segui il maestro, in cui consiglio agli aspiranti scrittori di leggere, rileggere e “studiare” i propri autori preferiti, oggi ho un secondo consiglio: non abbandonate i pessimi libri. So che leggere deve essere un piacere e che la vita è troppo breve per leggere qualcosa di davvero brutto, ma vi assicuro che serve, e anche tanto.

Forse quando vi trovate a leggere libri semplicemente brutti, non vi sembra che il tempo impiegato si possa rivelare utile, magari in quel caso non lo è davvero, ma quando trovate un libro davvero ma davvero pessimo… beh, in quel caso il discorso è differente. Giudicare un libro come pessimo significa che ha toccato qualcosa, nel lettore. Può essere una grande discordanza di idee tra voi e lo scrittore o il suo messaggio, un eccessivo disprezzo per lo stile, un rifiuto per qualche aspetto della storia o del modo in cui è stata scritta. Queste cose, a parte darvi fastidio, possono anche portare qualcosa di buono, secondo me.

In genere un libro che detestiamo ha in sé tutto ciò a cui non vorremmo somigliare, ed è qui che dobbiamo insistere e finire di leggerlo, per quanto sia odioso, perché potremmo carpire segreti su cosa “non” fare, su cosa “non” scrivere, su quello a cui “non” vogliamo somigliare. Allora segnatevele bene in mente queste cose, perché l’augurio per uno scrittore, in genere, è di riuscire a scrivere il libro che avrebbe sempre voluto leggere.

Negli anni, in libri pessimi ho trovato tanti aspetti da evitare. Li schivo, li ho bene in mente, e se mi capita di non riuscire ad evitarli e quindi rileggerli in qualcosa che scrivo, depenno, depenno e depenno; a volte cestino tutto. Ma quando mi si chiede, rispetto ad un libro come American psycho: “Perché lo leggi, se ti fa tanto schifo?” la mia risposta è semplice: “Posso imparare anche da un cattivo esempio e lo faccio conoscendolo ed evitando di imitarlo”.

E quindi vi auguro buone letture e bei libri, ma spero anche che ogni tanto ve ne capiti uno davvero detestabile, perché possiate avere bene presente anche voi che tipo di libri NON vorreste mai scrivere.

Posted in Mestiere esordiente | Tagged , , , , , , , | Leave a comment

Parole come gesti

lanuvio-elio-pecoraParole come gesti che additano il percorso,
innervate, veloci, da sottrarre al silenzio.
Parole che dissaldano segreti,
che disfano la trama
spessa della paura.
Leggere come foglie,
aguzze come lame,
usurati strumenti
ma chiamano l’attesa,
la salvezza.
Corsa breve di sillabe, universo
ricomposto di scaglie,
involucro, confine,
di un impresa insoluta.
Mappa, specchio reclino,
porta schiusa di un sogno,
e cercarvi la voce
che finalmente adduca
dal nome al corpo.
Fiato, grido, sussurro,
e ritrovarvi il segno
lieve, solo il lacerto di un motivo
che un poco ferma, un poco accompagna.

Parole del tornare nell’addio.

(Elio Pecora)

Posted in Poesie_ | Tagged , , , , | Leave a comment

Video della presentazione di “Apri gli occhi” a Falerna (04-08-14)

Dopo la lunga pausa estiva, assolutamente necessaria per ricaricare le batterie e spolverare i progetti per il nuovo anno (che per me è come se iniziasse a settembre), ecco a voi il video integrale della presentazione di Apri gli occhi a Falerna il 4 agosto 2014.

Un paio di necessarie rettifiche per correggere errori “da emozione”:

– circa al secondo minuto: “senza cui NON può vivere”; il non si è perso nell’emozione del momento;

– circa all’undicesimo minuto del video, intendevo “determinazione” e non “determinatezza”. 🙂

Buona visione!

Posted in Mestiere esordiente | Tagged , , , , , | Leave a comment

Immagini da Falerna

DSCN4716

Durante la serata di presentazione ufficiale del progetto di Bookcrossing Falerna il 4 agosto 2014 ho presentato Apri gli occhi, in una bella atmosfera di curiosità ed interesse partecipativo. Molte le persone accorse ad ascoltare e molti i lettori che hanno portato a casa una copia di Apri gli occhi, una copia de L’oblio della ragione e in alcuni casi, di entrambi.

L’amarezza accumulata in anni di difficoltà vissute in Calabria sono state in parte dissipate dall’entusiasmo di chi ha organizzato l’evento e dalla partecipazione attiva di chi ha permesso che tutto ciò avvenisse.

Ringrazio Simona, Alessia e Mara (le prime due oganizzatrici e relatrici durante la presentazione, la terza relatrice); l’assessore alla cultura Deborah De Grazia ed il sindaco Giovanni Costanzo.

Gli organizzatori e i politici mi perdoneranno se il grazie più grande va agli amici venuti da più o meno lontano (Maurizio, Sonia, Andrea, Gaetano e Sofia: GRAZIE di esserci stati); e ad alcuni dei presenti che non mi conoscevano prima di questa bella serata. Sento il dovere (un dovere-piacere) di ringraziare in particolare alcuni di loro: Antonio, che ha assentito e sorriso per tutto il tempo in cui ho parlato al pubblico del mio libro e della mia attività di scrittrice; una ragazzina di dieci anni con gli occhi pieni di interesse e un sorriso dolce (mi perdonerà se non ricordo il suo nome, ma deve sapere che non dimentico il suo volto), un ragazzino di dodici o tredici anni che mi ha fatto complimenti che ho percepito come tra i più sentiti di sempre. Non lo dimenticherò mai.

Sicuramente di Falerna Marina ricorderò con affetto il bellissimo lungomare, i colori del tramonto e la calda luce del sole calante (che ha permesso alcune foto particolarmente belle, tra le altre cose). Ma di questa cittadina sul mare, ricorderò più di ogni altra cosa, un particolare: nessuno ha chiesto il prezzo dei miei libri prima di dire: “Prendo questo”. Li volevano, non importava altro. Grazie, grazie, grazie.

Vi lascio con alcune foto della serata. Prossimamente, con MOLTA calma (vacanze, vacanze, vacanze), altre immagini e i video della presentazione.

DSCN4735

DSCN4733

 

DSCN4725

DSCN4736

DSCN4760

DSCN4782

DSCN4752

DSCN4796

DSCN4803

.

Posted in Mestiere esordiente | Tagged , , , , , , | Leave a comment

Presentazione di “Apri gli occhi” a Falerna

10551011_263729570488939_3875200977806251076_nLunedì 4 agosto 2014, sul lungomare di Falerna Marina (CZ), partirà il primo progetto calabrese di Bookcrossing.

Le associazioni coinvolte (la Bacianca, Primavera Endas e Legambiente onlus) organizzeranno molteplici iniziative per intrattenere, divertire e promuovere la cultura.

Il 2 agosto 2014 partirà il progetto di Bookcrossing, presentato ufficialmente il 4 agosto, che darà il via ad un viaggio culturale che spazierà dall’arte alla cucina, dalla letteratura al benessere psicofisico.

Per maggiori informazioni sull’iniziativa cliccare qui.

Il 4 agosto, oltre alla presentazione ufficiale del progetto, ci sarà una presentazione di Apri gli occhi. Ecco il programma della serata:

Ore 19:00 Presentazione del progetto. Interverrà l’assessore alla cultura, Dott.ssa Deborah De Grazia

Ore 19:30 “Falerna mel tempo”: proiezione fotografica curata dallo storico Mario Folino Gallo

Ore 20:00 Piccolo buffet (gentilmente offerto dal ristorante Vesuvio) e chiacchiere sul lungomare

Ore 21:00 Presentazione del libro “Apri gli occhi“, romanzo della giovane Chiara Vitetta, autrice e blogger

In occasione della presentazione sarà possibile acquistare “Apri gli occhi” ad un prezzo scontato, chiedere una dedica e/o approfittare di una speciale offerta che comprende sia “Apri gli occhi” che “L’oblio della ragione“.

Entrambi i libri saranno disponibili per il Bookcrossing.

Siete tutti invitati a partecipare!

Continue reading

Posted in Mestiere esordiente | Tagged , , , , | Leave a comment

Omaggio alla solitudine

Il senso di smilla per la neve“Per me la solitudine è come per altri la benedizione della chiesa. È la luce della grazia. Non chiudo mai la porta alle mie spalle senza la coscienza di compiere un gesto misericordioso nei miei confronti. Cantor illustrava ai suoi allievi il concetto di infinito raccontando che c’era una volta un uomo che possedeva un albergo con un numero di stanze infinito, e l’albergo era al completo. Poi arrivò un altro ospite. L’albergatore spostò allora l’ospite della stanza numero uno nella numero due, quello della numero due nella tre, quello della tre nella quattro, e via di seguito. Così la stanza numero uno rimase libera per il nuovo ospite.

Ciò che mi piace di questa storia è che tutti coloro che vi sono coinvolti, gli ospiti e l’albergatore, considerano normalissimo compiere un numero infinito di operazioni perché un ospite possa trovare pace in una stanza tutta sua. È un grande omaggio alla solitudine”.

(Peter Hoeg)
(da: “Il senso di Smilla per la neve”)

Posted in Estratti e citazioni | Tagged , , , , , , | Leave a comment