Parole come gesti

lanuvio-elio-pecoraParole come gesti che additano il percorso,
innervate, veloci, da sottrarre al silenzio.
Parole che dissaldano segreti,
che disfano la trama
spessa della paura.
Leggere come foglie,
aguzze come lame,
usurati strumenti
ma chiamano l’attesa,
la salvezza.
Corsa breve di sillabe, universo
ricomposto di scaglie,
involucro, confine,
di un impresa insoluta.
Mappa, specchio reclino,
porta schiusa di un sogno,
e cercarvi la voce
che finalmente adduca
dal nome al corpo.
Fiato, grido, sussurro,
e ritrovarvi il segno
lieve, solo il lacerto di un motivo
che un poco ferma, un poco accompagna.

Parole del tornare nell’addio.

(Elio Pecora)

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Video della presentazione di “Apri gli occhi” a Falerna (04-08-14)

Dopo la lunga pausa estiva, assolutamente necessaria per ricaricare le batterie e spolverare i progetti per il nuovo anno (che per me è come se iniziasse a settembre), ecco a voi il video integrale della presentazione di Apri gli occhi a Falerna il 4 agosto 2014.

Un paio di necessarie rettifiche per correggere errori “da emozione”:

– circa al secondo minuto: “senza cui NON può vivere”; il non si è perso nell’emozione del momento;

– circa all’undicesimo minuto del video, intendevo “determinazione” e non “determinatezza”. 🙂

Buona visione!

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Immagini da Falerna

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Durante la serata di presentazione ufficiale del progetto di Bookcrossing Falerna il 4 agosto 2014 ho presentato Apri gli occhi, in una bella atmosfera di curiosità ed interesse partecipativo. Molte le persone accorse ad ascoltare e molti i lettori che hanno portato a casa una copia di Apri gli occhi, una copia de L’oblio della ragione e in alcuni casi, di entrambi.

L’amarezza accumulata in anni di difficoltà vissute in Calabria sono state in parte dissipate dall’entusiasmo di chi ha organizzato l’evento e dalla partecipazione attiva di chi ha permesso che tutto ciò avvenisse.

Ringrazio Simona, Alessia e Mara (le prime due oganizzatrici e relatrici durante la presentazione, la terza relatrice); l’assessore alla cultura Deborah De Grazia ed il sindaco Giovanni Costanzo.

Gli organizzatori e i politici mi perdoneranno se il grazie più grande va agli amici venuti da più o meno lontano (Maurizio, Sonia, Andrea, Gaetano e Sofia: GRAZIE di esserci stati); e ad alcuni dei presenti che non mi conoscevano prima di questa bella serata. Sento il dovere (un dovere-piacere) di ringraziare in particolare alcuni di loro: Antonio, che ha assentito e sorriso per tutto il tempo in cui ho parlato al pubblico del mio libro e della mia attività di scrittrice; una ragazzina di dieci anni con gli occhi pieni di interesse e un sorriso dolce (mi perdonerà se non ricordo il suo nome, ma deve sapere che non dimentico il suo volto), un ragazzino di dodici o tredici anni che mi ha fatto complimenti che ho percepito come tra i più sentiti di sempre. Non lo dimenticherò mai.

Sicuramente di Falerna Marina ricorderò con affetto il bellissimo lungomare, i colori del tramonto e la calda luce del sole calante (che ha permesso alcune foto particolarmente belle, tra le altre cose). Ma di questa cittadina sul mare, ricorderò più di ogni altra cosa, un particolare: nessuno ha chiesto il prezzo dei miei libri prima di dire: “Prendo questo”. Li volevano, non importava altro. Grazie, grazie, grazie.

Vi lascio con alcune foto della serata. Prossimamente, con MOLTA calma (vacanze, vacanze, vacanze), altre immagini e i video della presentazione.

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Presentazione di “Apri gli occhi” a Falerna

10551011_263729570488939_3875200977806251076_nLunedì 4 agosto 2014, sul lungomare di Falerna Marina (CZ), partirà il primo progetto calabrese di Bookcrossing.

Le associazioni coinvolte (la Bacianca, Primavera Endas e Legambiente onlus) organizzeranno molteplici iniziative per intrattenere, divertire e promuovere la cultura.

Il 2 agosto 2014 partirà il progetto di Bookcrossing, presentato ufficialmente il 4 agosto, che darà il via ad un viaggio culturale che spazierà dall’arte alla cucina, dalla letteratura al benessere psicofisico.

Per maggiori informazioni sull’iniziativa cliccare qui.

Il 4 agosto, oltre alla presentazione ufficiale del progetto, ci sarà una presentazione di Apri gli occhi. Ecco il programma della serata:

Ore 19:00 Presentazione del progetto. Interverrà l’assessore alla cultura, Dott.ssa Deborah De Grazia

Ore 19:30 “Falerna mel tempo”: proiezione fotografica curata dallo storico Mario Folino Gallo

Ore 20:00 Piccolo buffet (gentilmente offerto dal ristorante Vesuvio) e chiacchiere sul lungomare

Ore 21:00 Presentazione del libro “Apri gli occhi“, romanzo della giovane Chiara Vitetta, autrice e blogger

In occasione della presentazione sarà possibile acquistare “Apri gli occhi” ad un prezzo scontato, chiedere una dedica e/o approfittare di una speciale offerta che comprende sia “Apri gli occhi” che “L’oblio della ragione“.

Entrambi i libri saranno disponibili per il Bookcrossing.

Siete tutti invitati a partecipare!

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Omaggio alla solitudine

Il senso di smilla per la neve“Per me la solitudine è come per altri la benedizione della chiesa. È la luce della grazia. Non chiudo mai la porta alle mie spalle senza la coscienza di compiere un gesto misericordioso nei miei confronti. Cantor illustrava ai suoi allievi il concetto di infinito raccontando che c’era una volta un uomo che possedeva un albergo con un numero di stanze infinito, e l’albergo era al completo. Poi arrivò un altro ospite. L’albergatore spostò allora l’ospite della stanza numero uno nella numero due, quello della numero due nella tre, quello della tre nella quattro, e via di seguito. Così la stanza numero uno rimase libera per il nuovo ospite.

Ciò che mi piace di questa storia è che tutti coloro che vi sono coinvolti, gli ospiti e l’albergatore, considerano normalissimo compiere un numero infinito di operazioni perché un ospite possa trovare pace in una stanza tutta sua. È un grande omaggio alla solitudine”.

(Peter Hoeg)
(da: “Il senso di Smilla per la neve”)

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La città

cittàHai detto: “Per altre terre andrò, per altro mare.
Altra città, più amabile di questa, dove
ogni mio sforzo è votato al fallimento,
dove il mio cuore come un morto sta sepolto,
ci sarà pure. Fino a quando patirò questa mia inerzia?
Dei lunghi anni, se mi guardo attorno,
della mia vita consumata qui, non vedo
che nere macerie e solitudine e rovina”.

Non troverai altro luogo non troverai altro mare.
La città ti verrà dietro. Andrai vagando
per le stesse strade. Invecchierai nello stesso quartiere.
Imbiancherai in queste stesse case. Sempre
farai capo a questa città. Altrove, non sperare,
non c’è nave non c’è strada per te.
Perché sciupando la tua vita in questo angolo discreto
tu l’hai sciupata su tutta la terra.

(Costantino Kavafis)

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Intervista su “Leggere a colori”

leggere a colori

 

Dopo la recensione di Apri gli occhi, Leggere a colori pubblica una mia intervista, anch’essa – come la recensione – di Giulia Chevron, che ringrazio molto. Naturalmente un grazie va anche a Leggere a colori, che ha scelto di occuparsi del mio libro e di approfondire con questa intervista.

Vi propongo una delle domande (la prima) e relativa risposta. Per leggere il resto, cliccate sul link che trovate alla fine del post.

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Da aspirante scrittrice, sempre alla ricerca dello spunto, della trama, la prima domanda è forse scontata: Come scegli un soggetto intorno al quale costruire un romanzo, e in particolare questa vicenda, che si snoda attorno a due personaggi peculiari?

Per quanto riguarda lo spunto, di solito non devo sforzarmi molto. C’è sempre un’idea, un’immagine o un personaggio che mi tormentano piacevolmente chiedendo di essere trasferiti sulla carta. Non so da cosa dipenda, ma ci sono alcuni argomenti che mi affascinano o alcune immagini che mi piacciono molto e che mi scatenano l’idea per una storia. Capita spesso che si tratti solo di un piccolo spunto, a volte una singola immagine che mi continua a tornare in mente nei momenti più impensati. Il lavoro viene dopo, quando decido di costruire attorno a quella piccola scintilla un intero fuoco. In quel caso cerco di immaginare e ragionare al contempo fino ad ottenere tutta una trama che sia sufficientemente originale, che funzioni al meglio e che mi appassioni. Il processo può durare giorni, settimane o mesi. Un tempo scrivevo di getto, basandosi solo su uno scheletro essenziale di storia, da qualche anno invece sento la necessità di sviluppare molto più dettagliatamente trama e personaggi prima di iniziare a scrivere; forse perché le storie che scrivo oggi sono più complesse o magari perché rispetto a quando avevo vent’anni, la mente risulta molto meno sgombra e concentrarsi appare più difficile.

Apri gli occhi è l’ultimo romanzo che ho scritto di getto avendo solo quello scheletro essenziale di cui parlavo prima. La prima scintilla è stata una chiacchierata amara con un’amica i cui sogni sono difficili grossomodo come i miei. Voler essere una scrittrice di mestiere in un paese come l’Italia di questi tempi è davvero una follia, così scherzavamo immaginandoci in un futuro in cui l’unica cosa rimasta da fare sarebbe stato ancheggiare su un marciapiede e vendere il proprio corpo. Naturalmente si trattava di un ironico, amarissimo discorso, tipico di chi vive un momento di sconforto ma piuttosto che accucciarsi in un cantuccio e piangere, sfrutta una sorta di umorismo nero per tentare di dimenticare un’ipotesi tragica.
Dopo quel discorso ho iniziato a chiedermi: e se ci fosse una donna con un sogno difficile che si trova sola e nelle condizioni di non potersi neppure mantenere con un lavoro qualunque? Molti libri nascono dai se; quelle sono le vere scintille che accendono il fuoco di una storia.

Mi piace molto quando un romanzo è costruito sui personaggi, più che su cosa accade. Trovo che le persone siano ciò che di più interessante esiste al mondo. Il genere umano è vario, sorprendente e spesso sconvolgente, nel bene e nel male. Accadono diverse cose in “Apri gli occhi”, ma ciò che più conta sono proprio i due protagonisti, Rebecca e Matteo, persi nelle loro vite difficili e schiacciati da una dura realtà. Il loro incontro è il punto centrale del libro, un momento in cui due solitudini sfumano in un’amicizia necessaria.

Rebecca è ispirata a me, o meglio, ad una parte di me. Penso che in tutti i libri, in fondo, ci siano tratti dei personaggi che appartengono all’autore. Viene spontaneo, e a volte è inconscio, ma comunque è logico che sia così: penso che scrivere sia parlare di sé, anche se attraverso una storia inventata.

Ho creato Rebecca e le ho riversato addosso le mie paure e la mia rabbia esasperando alcuni aspetti della sua vita, come il suo “mestiere” o la tragicità del suo rapporto con gli editori. Rebecca scrive, dipinge, scolpisce ed ama l’arte e i film, come me. Sono tutte passioni che coltivo da anni e che mi è venuto spontaneo associare a questo personaggio. Anche Matteo ha qualcosa di me: in questo caso ho esasperato la mia parte arrendevole, quella che di tanto in tanto vorrebbe avere la meglio su quella forte e fermarsi di fronte ad una qualunque delle tante difficoltà.

Matteo è uno scrittore mancato la cui vita si è persa dietro le difficoltà. È finito a vivere per strada, non importa in quali circostanze, raggiungendo un punto molto basso della sua vita. Dato il “mestiere” di Rebecca, mi sembrava logico scegliere come suo amico un personaggio che conoscesse un certo tipo di vita e che lei avesse modo di incontrare frequentemente per la strada. Che Matteo fosse un clochard era un punto fermo in base al quale, andando a ritroso, ho costruito tutto il personaggio.

Ho trovato l’idea di parlare di personaggi come questi molto affascinante: calarmi nei lori panni per rendere credibile la storia è stata una sfida che ho colto con piacere. Poi, una volta creati Rebecca e Matteo, il resto è venuto di conseguenza.

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Leggi il resto dell’intervista

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Le grucce

imagesPer sette anni non mi riuscì un passo.
Quando fui dal gran medico, lui
m’ha chiesto: “Perchè queste grucce?”
E io: “sono storpio”, gli ho detto.

E lui: “non c’è da stupirsi.
Fa’ una prova, per cortesia!
Son questi arnesi, a storpiarti.
Va’, cadi, striscia a quattro zampe”.

Ridendo come un mostro
le mie belle grucce mi prese,
sulla schiena me le spezzò,
ridendo le scagliò nel fuoco.

Come sia, son guarito: cammino.
Una risata m’ha guarito.
Solo, a volte, se vedo stampelle,
per qualche ora cammino un po’ peggio.

(Bertolt Brecht)

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Dello stesso autore:

Elogio della dimenticanza
Tra tutte le opere
Tempi brutti per la poesia
A chi esita

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“Apri gli occhi” secondo i lettori (10)

3929759f4bac50a4ea11199b4ad3bae6_400x400Buongiorno cari lettori,

oggi voglio segnalarvi una nuova recensione del mio secondo libro, “Apri gli occhi”.

Ringrazio Leggere a colori, su cui è apparsa questa bella recensione, e vi auguro buona lettura.

Leggi la recensione

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Leggi altre recensioni di “Apri gli occhi

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Attraversa l’anima

bukowskiAttraversa l’anima
come una lama
e ne sonda i paesaggi
ora mesti, ora bui
dove corvi neri come pece
gracchiano così forte
da grattarti le pareti del cuore.

Percorre deliziosi giardini
decorati da candide margherite
e scaldati da un tiepido sole primaverile.
Ma quando la sua linfa
Giunta all’apice scoppia
il foglio si macchia.
Unico tampone per tale ferita.

(Charles Bukowski)

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Dello stesso autore:

Così vorresti fare lo scrittore?
Sii gentile
Autoinvitati
Le parole
I furbi

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